La Pieve di San Cassiano in Pitino è custode di una storia che intreccia l’antico municipium romano di Pitinum Pisaurense con il silenzio della memoria medievale.
Fondata tra il X e l’XI secolo su precedenti testimonianze pagane, forse un tempio dedicato a Saturno, la pieve è molto più di un edificio sacro: è una soglia tra epoche diverse, un frammento vivo del passato che resiste sotto i nostri passi.
Le scoperte archeologiche che l’hanno resa celebre cominciano negli anni Settanta: sotto il pavimento della chiesa e nei dintorni emergono resti romani straordinari: tratti dell’abitato, un edificio termale con suspensurae, un decumano lastricato, muri robusti, mosaici, ceramiche, monete. Ogni frammento racconta della vita quotidiana, dell’ingegneria curata e del dialogo tra spazio sacro e civico.
All’interno della pieve, la materia della storia appare ancora viva nelle fondazioni: muri costruiti in età romana emergono nel soprassotto dell’abside, mentre sotto il pavimento moderno si intravvede la quota antica della chiesa, a testimonianza di un luogo che non ha mai cessato di esser vissuto.
Ed è proprio in questo dialogo tra pietra romana, architettura medievale e segni del sacro che il luogo rivela la sua forza: uno spazio dove poter sentire il respiro delle generazioni che hanno camminato qui, costruito, pregato.
Camminare tra questi resti non è fare un passo indietro; è aprirsi alla continuità di una terra che parla, ancora oggi, con voce gentile.
Mu.Mont ti invita a visitare questo luogo con occhi aperti e passo lento: ascolta il sussurro del passato, percepisci la memoria arcaica delle pietre, e lascia che la storia del Montefeltro ti tocchi nel silenzio consapevole di un luogo che vive nel tempo.