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Borgo di Pietrarubbia, Marche | © Gianluca Maroccini

Pietrarubbia

La pietra rossa che parla di rinascita

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UN racconto rosso

Pietrarubbia

Ci sono borghi che sembrano addormentati, ma basta avvicinarsi con cuore aperto per scoprire che custodiscono storie potenti.

Pietrarubbia è uno di quei luoghi dove il tempo ha rallentato e poi ha ricominciato a muoversi, con passo leggero, al ritmo dell’arte e della natura.
Adagiato sulle pendici del Monte Carpegna, immerso nel silenzio del Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello, questo piccolo borgo ci accoglie con la sua pietra color rosso, "Pietra Rubea"  come veniva chiamata un tempo, e ci racconta una storia fatta di rinascita. 

Un unico vicolo, poche case in pietra, una torre solitaria che sorveglia la valle del torrente Apsa. Eppure, qui è nato un nuovo modo di abitare la bellezza: l’incontro tra memoria e creazione, tra arte e materia.

Dove l'arte ha ridato voce alla pietra

Negli anni '60 Pietrarubbia era ormai quasi del tutto disabitato. Poi è arrivato Arnaldo Pomodoro, uno dei più grandi scultori contemporanei, profondamente legato a questa terra.

Insieme al Comune, Arnaldo Pomodoro ha dato vita a un sogno: restaurare il borgo e trasformarlo in un luogo vivo, dedicato all’arte e alla formazione.

Così è nato il Centro TAM (Trattamento Artistico dei Metalli), un laboratorio per giovani artisti, e con esso la Fondazione Pomodoro, che oggi ha sede nello splendido Palazzo Gentilizio del XVI secolo, dove si può ammirare una collezione permanente delle sue opere.

Camminando per il borgo si incontrano il Museo delle Ceramiche, il Museo Naturalistico, la chiesa di San Silvestro con il suo altare in marmo e bronzo, e poi ancora scorci, silenzi, sentieri. Ogni pietra racconta un passaggio, ogni vista sulla valle è un invito a fermarsi.

Alla fine del percorso, proprio al margine del borgo, un prato si apre sul panorama: la valle da un lato, il Monte Carpegna dall’altro. È qui che si imbocca il sentiero per la Torre Campanara e, più in alto, verso l’unica torre rimasta, quella della Rocca medievale. Pochi passi in salita e si viene ripagati con una vista che sa di respiro e libertà. 

Noi di Mu.Mont crediamo che Pietrarubbia sia un piccolo miracolo di rinascita. Un luogo dove il silenzio non è vuoto, ma spazio. Dove la pietra antica ha saputo aprirsi all’arte contemporanea. Dove si viene per rallentare, osservare, ascoltare. E magari, per lasciarsi ispirare.

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