Dove l'arte ha ridato voce alla pietra
Negli anni '60 Pietrarubbia era ormai quasi del tutto disabitato. Poi è arrivato Arnaldo Pomodoro, uno dei più grandi scultori contemporanei, profondamente legato a questa terra.
Insieme al Comune, Arnaldo Pomodoro ha dato vita a un sogno: restaurare il borgo e trasformarlo in un luogo vivo, dedicato all’arte e alla formazione.
Così è nato il Centro TAM (Trattamento Artistico dei Metalli), un laboratorio per giovani artisti, e con esso la Fondazione Pomodoro, che oggi ha sede nello splendido Palazzo Gentilizio del XVI secolo, dove si può ammirare una collezione permanente delle sue opere.
Camminando per il borgo si incontrano il Museo delle Ceramiche, il Museo Naturalistico, la chiesa di San Silvestro con il suo altare in marmo e bronzo, e poi ancora scorci, silenzi, sentieri. Ogni pietra racconta un passaggio, ogni vista sulla valle è un invito a fermarsi.
Alla fine del percorso, proprio al margine del borgo, un prato si apre sul panorama: la valle da un lato, il Monte Carpegna dall’altro. È qui che si imbocca il sentiero per la Torre Campanara e, più in alto, verso l’unica torre rimasta, quella della Rocca medievale. Pochi passi in salita e si viene ripagati con una vista che sa di respiro e libertà.