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Persone camminano sul una strada a Frontino con case in pietra | © Gianluca Maroccini

Frontino

Piccolo, autentico, indimenticabile

Protagonista di Frontino: la fontana di Franco Assetto, noto artista | © Comune di Frontino

Frontino

Piccolo, autentico, indimenticabile

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Piccolo, autentico, indimenticabile

Frontino

Uno di quei luoghi che sembrano usciti da un altro tempo. Non solo perché è il comune più piccolo della provincia di Pesaro e Urbino, ma perché qui tutto parla di cura, silenzio e autenticità.

Arroccato su uno sperone di roccia, abbracciato da boschi, colline e campi coltivati, Frontino è un borgo che ci accoglie con una bellezza semplice e sincera. Le sue case in pietra, ordinate lungo un vicolo centrale stretto e silenzioso, sembrano custodire il ritmo lento delle stagioni e la voce della natura che lo circonda.

Ci si arriva percorrendo una strada che pare voler proteggere questo luogo, nascosto tra le curve dell’Appennino e protetto dal Monte Carpegna. Superata l’antica porta d’ingresso, si può scegliere: un sentiero che segue le mura, il cuore del borgo, o la via panoramica verso sud. Ma comunque si decida di muoversi, Frontino si fa scoprire con discrezione, passo dopo passo.  

Tutto è misurato, curato, mai eccessivo. Una piazzetta, un giardino, qualche panchina. Qui, l’eleganza è nella semplicità.

300 anime e un mondo da ascoltare

Il vicolo principale è una passeggiata nel tempo: fiori alle finestre, pietre che raccontano storie, il profilo della Torre Civica ricoperta d’edera, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, il Palazzo Vandini riconvertito in ristorante. 

Non mancano le sorprese: la fontana contemporanea firmata da Franco Assetto, artista torinese che ha lasciato un’impronta forte nel borgo, come il Museo a lui dedicato. E poi ci sono le storie: quelle del castello medievale, delle antiche famiglie che si sono succedute al comando, degli assedi vinti, delle fedeltà mai tradite verso il Ducato dei Montefeltro.

Intorno al borgo, il Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello ci invita a uscire, a camminare, a perderci tra sentieri e panorami. Da Pian dei Prati, con il suo parco faunistico, si può vivere un contatto diretto con la natura. E poco fuori, il convento di Montefiorentino, uno dei più grandi delle Marche, è un luogo di pace immerso nel verde.

Noi di Mu.Mont pensiamo che Frontino non sia solo da visitare, ma da vivere. Con lentezza, magari al tramonto, quando il cielo si accende e la valle del Mutino si colora di luce calda. È in quei momenti che si comprende davvero cosa vuol dire stare bene, ritrovare spazio, aria, tempo.
Non servono grandi numeri per raccontare la bellezza. A volte bastano 300 anime, un borgo curato, e l’orizzonte aperto davanti a sé.

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