300 anime e un mondo da ascoltare
Il vicolo principale è una passeggiata nel tempo: fiori alle finestre, pietre che raccontano storie, il profilo della Torre Civica ricoperta d’edera, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, il Palazzo Vandini riconvertito in ristorante.
Non mancano le sorprese: la fontana contemporanea firmata da Franco Assetto, artista torinese che ha lasciato un’impronta forte nel borgo, come il Museo a lui dedicato. E poi ci sono le storie: quelle del castello medievale, delle antiche famiglie che si sono succedute al comando, degli assedi vinti, delle fedeltà mai tradite verso il Ducato dei Montefeltro.
Intorno al borgo, il Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello ci invita a uscire, a camminare, a perderci tra sentieri e panorami. Da Pian dei Prati, con il suo parco faunistico, si può vivere un contatto diretto con la natura. E poco fuori, il convento di Montefiorentino, uno dei più grandi delle Marche, è un luogo di pace immerso nel verde.
Non servono grandi numeri per raccontare la bellezza. A volte bastano 300 anime, un borgo curato, e l’orizzonte aperto davanti a sé.